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Diarid Bawn e la guerra del Piccolo Popolo

C’era una volta in Irlanda un uomo di nome Diarmid Bawn. Un giorno, a causa di una forte pioggia, il fiume era esondato, allagando l’unica via che portava alla vicina cittadina, dove Diarmid andava sempre a comprare il tabacco per la pipa che amava tanto fumare.

Non potendo fumare, cominciò a passeggiare per la campagna, di pessimo umore, finché non giunse alle rovine di un vecchio forte. Qui sentì delle voci; subito si nascose, cercando intanto di capire cosa stesse succedendo.

Da dietro le pietre dove si era accucciato, Diarmid vide un intero esercito di creature del Piccolo Popolo, centinaia se non migliaia di folletti in assetto da battaglia.

“Siamo pronti a partire?” chiese quello che aveva l’aria di essere il generale.

“Nossignore” disse una voce. Si fece avanti un folletto vestito di rosso, dall’aspetto più fiero degli altri. “Non possiamo partire per la guerra a meno che io, Fir Darrig, non abbia un cavallo degno di un guerriero del mio calibro.”

Il generale scrollò le spalle.

“C’è il signor Diarmid Bawn, che si nasconde dietro quelle pietre laggiù. Trasformalo in un cavallo, così potremo partire.”

Terrorizzato, Diarmid cominciò a recitare tutte le preghiere che conosceva, sperando che contrastassero la magia del Piccolo Popolo, ma fu tutto inutile. In quattro e quattr’otto, si trovò trasformato in un cavallo, con Fir Darrig in groppa.

L’esercito fatato spiccò il volo e traversò l’oceano, fino ad arrivare in Giamaica. Qui, si scontrò con truppe del Piccolo Popolo locale.

La battaglia fu dura e sanguinosa. Diarmid Bawn mostrò grande coraggio e anche grazie a lui Fir Darrig fece strage di nemici. Durante gli scontri, ricevette una profonda ferita al volto, un taglio che gli attraversava tutto l’occhio sinistro.

Alla fine, i folletti irlandesi ebbero la meglio. Dopo aver festeggiato, tornarono a casa.

“Hai combattuto molto bene” disse Fir Darrig “Di certo, verrò a cercarti quando avrò di nuovo bisogno di un cavallo. Intanto, prendi questo sacco di tabacco come ricompensa per i servizi che mi ha reso.”

Subito dopo aver sentito queste parole, Diarmid si addormentò. Si risvegliò la mattina dopo, di nuovo umano, nel vecchio forte. Aveva ancora il taglio all’occhio sinistro e accanto a lui si trovava un sacco pieno di tabacco. Tornò a casa in preda a una febbre alta, ed ebbe bisogno di diversi giorni per riprendersi dall’esperienza vissuta.

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