castello

Il corvo

Viveva un tempo a Frattombrosa un re di nome Miluccio. Un giorno, mentre era in giro per boschi a cacciare, si imbatté in un corvo morto su una roccia bianca. Pensò allora a quanto gli sarebbe piaciuto avere al suo fianco una moglie con la pelle bianca come quella roccia e i capelli neri come le ali di quel corvo.

Questo pensiero cominciò a tormentarlo sempre di più. Suo fratello Iennariello, vedendolo sempre pensieroso, gli chiese cosa avesse. Quando Miluccio gli raccontò la cosa, decise di partire per cercare la moglie che tanto desiderava.

Lungo il tragitto, Iennariello comprò per il fratello un magnifico falcone da caccia e un altrettanto stupendo cavallo. Tuttavia, dovette faticare molto per trovare la donna che il fratello desiderava.

La trovò infine per le strade del Cairo, quando un mendicante gli indicò Liviella, figlia di un noto negromante. Iennariello riuscì a convincere la ragazza a venire con lui a Frattombrosa per sposare Miluccio.

Durante il viaggio di ritorno, scoppiò una grande tempesta; Liviella disse che di sicuro quello era suo padre che, infuriato per la sua fuga, stava lanciando contro di loro ogni tipo di maledizione.

Per fortuna, la nave riuscì a superare indenne la tempesta. Quando però le acque si furono calmate, Iennariello vide due colombi posarsi sulla nave e iniziare a parlare.

Uno dei due colombi disse che il falco che Iennariello aveva comprato avrebbe cavato gli occhi a Miluccio non appena questi lo avesse usato per la caccia; se però Iennariello non glielo avesse portato, o se avesse tentato in qualche modo di avvisare il fratello, si sarebbe tramutato in una statua di marmo.

Allo stesso modo, il cavallo avrebbe fatto cadere Miluccio non appena lui ci fosse salito in groppa. Se però Iennariello non glielo avesse portato, o se avesse tentato in qualche modo di avvisare il fratello, si sarebbe tramutato in una statua di marmo.

Infine, se Miluccio avesse sposato Liviella, la prima notte di nozze un dragone sarebbe arrivato a divorare entrambi. Se però Iennariello non avesse portato Liviella da Miluccio, o se avesse tentato in qualche modo di avvisare il fratello, si sarebbe tramutato in una statua di marmo.

Iennariello arrivò dunque a Frattombrosa senza sapere cosa fare, preoccupato per il fratello, ma anche per se stesso.

Miluccio lo accolse a braccia aperte. Quando vide il falco che il fratello gli aveva portato in dono, fece per prenderlo; ma subito, Iennariello tirò fuori un pugnale e uccise l’animale.

Perplesso, Miluccio fece allora per montare in sella al cavallo. Subito, però, Iennariello tagliò le gambe all’animale.

Miluccio rimase interdetto, ma non disse nulla in virtù dell’amore che nutriva per il fratello.

Fu celebrato il matrimonio tra il re e Liviella. A cerimonia conclusa, Iennariello andò a nascondersi sotto il letto dei due sposi, pronto ad affrontare il dragone.

Il re e la sua sposa si erano appena addormentati, quando entrò nella camera un enorme dragone. Subito, Iennariello balzò fuori con la spada in mano e lo scacciò. Proprio in quel momento, però, il re si svegliò per il rumore e, vedendo il fratello in camera sua con in mano una spada, pensò che intendesse ucciderlo.

Incredulo e infuriato, lo fece arrestare e condannare a morte.

Prima di morire, Iennariello decise che voleva almeno dire la verità al fratello. Lo fece chiamare e gli raccontò delle parole dei due colombi. Man mano che parlava, il suo corpo si tramutava in pietra.

Miluccio rimase ammutolito dalla sorpresa e dall’orrore. A lungo pianse il fratello, maledicendosi per non essersi fidato di lui e averlo spinto a quella fine orrenda.

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