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La ragazza che non voleva sposare il figlio del sultano

Viveva un tempo in Marocco un uomo, che aveva un figlio maschio e sette figlie femmine. Quando la moglie morì, lui e il figlio maschio andarono in pellegrinaggio alla Mecca. Lasciò alle figlie cibo a sufficienza per tutta la sua assenza. Di tutte e sette solo Fatna, la minore, aveva il permesso di uscire, per dare acqua alle piante di basilico del giardino.

Un giorno, il figlio del sultano passò di lì. Notò Fatna e si invaghì di lei. Fatna però rispose in modo freddo alle sue lusinghe e gli disse di non infastidirla più.

Il figlio del sultano chiese aiuto a una vecchia donna. Questa lo fece travestire da ragazza e insieme andarono a casa di Fatna. La vecchia si presentò come una lontana parente e chiese di poter entrare. Le sorelle caddero nel tranello e la accolsero. Fatna però capì l’inganno e cacciò via entrambi in malo modo.

Il figlio del sultano si risentì molto; fece così recapitare al padre di Fatna una lettera piena di calunnie, in cui si diceva che sua figlia era diventata una ragazza senza onore.

Il padre tornò e diede ordine al figlio maschio di portare Fatna nel deserto e ucciderla.

Il fratello non ebbe però cuore di uccidere la sorella, ma si limitò ad abbandonarla immersa nella sabbia.

Un viandante di passaggio salvò Fatna prima che il calore la uccidesse. La accolse in casa sua e quella sera stessa le propose di sposarlo. Fatna però disse che lei non era nata per sposarsi; voleva invece travestirsi da uomo e diventare un faqih,un esperto di legge.

L’uomo che l’aveva accolta capì. Le diede dei vestiti da uomo e la presentò alla comunità del suo villaggio come un giovane faqih appena giunto da una regione lontana.

Fatna cominciò presto a conquistarsi un’ottima reputazione, ad essere chiamata per dirimere controversie e ad avere il rispetto di tutti.

A un certo punto, qualcuno fece notare che non era buona cosa che un faqih fosse celibe. Fatna disse allora che avrebbe volentieri accettato in moglie una ragazza del posto.

La sera dopo il matrimonio, quando le due furono lasciate sole, Fatna chiese alla ragazza di giurare sul Corano che mai avrebbe rivelato nulla a nessuno della loro vita privata. La ragazza giurò e solo allora lei le rivelò di essere una donna.

In seguito, le due vissero sempre felici e in armonia.

Intanto, il padre di Fatna aveva capito il suo errore e si era pentito amaramente di ciò che aveva fatto. Accusò allora il figlio del sultano di aver causato la morte di sua figlia. Il figlio del sultano respinse con forza ogni accusa.

Per stabilire chi avesse ragione, si decise di chiamare un faqih di un altro villaggio, di cui ultimamente tutti parlavano con grande rispetto.

Quel faqih era Fatna. Quando giunse a corte, volle ascoltare la versione dei fatti di suo padre. Vedendo come si commuoveva a quanto fosse pentito di ciò che aveva fatto, decise di perdonarlo.

Gli chiese se, nel caso si fosse trovato davanti sua figlia, avrebbe saputo riconoscerla.

Il padre rispose che ciò non era possibile, perché sua figlia era morta. Ma c’era una cicatrice, che si era fatta sulla fronte giocando da bambina, che avrebbe saputo riconoscere in mezzo a mille.

Allora, Fatna alzò il turbante e mostrò la cicatrice. Il padre scoppiò in lacrime per la felicità di averla ritrovata. Poi, la portò a casa affinché potesse riabbracciare anche il fratello e le sorelle.

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