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Peerifool

C’era una volta un re, che aveva tre figlie. Quando morì, la corona passò a un lontano cugino, a cui non importava nulla di loro.

Così, le tre principesse e la regina si trovarono a vivere in una capanna, con un orto e alcune mucche come unico mezzo di sostentamento.

Un giorno, però, le principesse si accorsero che mancavano dei cavoli dall’orto. La scena si ripeté anche nei giorni seguenti. Dopo un po’ che la cosa andava avanti, la sorella maggiore decise di mettersi di guardia durante la notte per vedere cosa accadeva.

Rimase così in attesa, finché non vide arrivare un gigante con una grossa cesta, che subito cominciò a raccogliere cavoli dall’orto. La principessa, indignata, gli disse di smetterla, perché stava rubando roba non sua. Lui, per tutta risposta, la prese e la mise nella cesta insieme ai cavoli.

Quando arrivò alla sua dimora, il gigante disse alla principessa che da quel momento avrebbe dovuto essere la sua serva. Le disse che l’indomani avrebbe dovuto portare la sua mucca al pascolo, preparargli la cena, filare una grossa quantità di lana che era lì pronta.

Il giorno dopo, la principessa si mise all’opera. Portò la mucca al pascolo, tornò a casa, iniziò a preparare del porridge per il gigante, più una piccola porzione per se stessa. Mentre stava mangiando, fu accerchiata da un gruppo di esserini, umani nell’aspetto ma alti meno del suo ginocchio, vestiti di colori sgargianti.

Le chiesero un po’ di porridge, ma lei rifiutò, dicendo che ce n’era appena per lei. Poi, finì di mangiare e si mise a filare la lana. Questa però sembrava stregata, e più lei provava a lavorarla più quella si ingarbugliava.

La sera, quando il gigante tornò a casa, si arrabbiò molto con lei, la picchiò e la gettò in uno sgabuzzino.

Intanto, la seconda sorella, preoccupata per la scomparsa della prima, decise di mettersi lei di guardia all’orto durante la notte.

Anche lei vide il gigante che rubava i cavoli, anche lei provò a fermarlo, anche lei fu catturata.

Il gigante le diede gli stessi compiti che aveva dato alla prima; come lei, la seconda sorella fu accerchiata dal Piccolo Popolo mentre mangiava la sua razione di porridge, ma anche lei rifiutò di cederne una porzione. Esattamente come era successo alla prima, neanche lei riuscì a filare la lana.

La sera, quando il gigante tornò a casa, si arrabbiò molto con lei, la picchiò e la gettò in uno sgabuzzino.

La sorella più giovane, preoccupata per la sorte delle altre due, si mise la sera di guardia all’orto. Anche lei fu catturata dal gigante ma, invece di avere paura, era felice di avere la possibilità di scoprire cosa fosse successo alle sue sorelle.

La mattina dopo, la terza sorella cominciò a lavorare per il gigante piena di energia e determinazione.

Portò la mucca al pascolo, preparò il porridge per il gigante e una porzione per se stessa. Quando il Piccolo Popolo venne a chiedergliene un po’, li accontentò senza esitare. In fondo, quegli omini erano così piccoli che bastò davvero poco a sfamarli.

Una volta sazi, gli omini si misero a cantare e andarono via felici. Poco dopo, la terza principessa vide entrare nella casa del gigante un giovane dai riccioli dorati. Era alto come un essere umano normale, ma i vestiti erano della stessa foggia e colori sgargianti di quelli del Piccolo Popolo.

Il ragazzo disse di essere Peerifool, principe del Piccolo Popolo. Visto che lei era stata generosa con i suoi sudditi, lui avrebbe ordinato loro di lavorare per lei e filare la lana del gigante.

E così, quando la sera il gigante tornò a casa, trovò tutta la lana filata, la casa in perfetto ordine, la cena pronta.

Fu così felice che concesse alla terza principessa di vedere le sue sorelle. Lei inorridì nel vedere le condizioni in cui il gigante le aveva ridotte e cominciò a pensare a un piano per fuggire tutte da quel luogo.

Il giorno dopo, fece nascondere la prima sorella in un grosso cesto, poi la ricoprì di foglie di cavolo.

La sera, il gigante fu di nuovo molto contento del lavoro fatto dalla terza sorella durante la giornata. Lei gli chiese allora, con grandi preghiere, di portare a sua madre un po’ di cavolo che lei già gli aveva messo nella cesta.

Il gigante accettò, e così la prima sorella riuscì a tornare a casa.

Il giorno dopo, la terza principessa ripeté lo stesso trucco per far riportare a casa la seconda sorella.

Infine, disse al gigante che il giorno dopo, una volta finiti i suoi lavori, intendeva uscire a fare una passeggiata. Era possibile che lui, tornando a casa, non la trovasse, ma gli chiedeva un’ultima volta il favore di portare una cesta di foglie di cavolo alla sua vecchia madre.

Il gigante accettò. Durante il giorno, la terza principessa si mise a raccogliere tutti gli oggetti di valori che trovava in giro per la casa. Poi, si nascose nel cesto e si coprì con foglie di cavolo.

La sera, il gigante tornò a casa, prese il cesto e lo portò alla casa dell’ex-regina. Appena lo posò a terra, le altre due sorelle, dalla finestra, gli gettarono addosso una grande quantità di acqua bollente, uccidendolo.

Le tre sorelle e la vecchia madre poterono così continuare a vivere felici.

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