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Signy e il figlio del re

C’era una volta in Islanda una ragazza di nome Signy che viveva con la sua famiglia in una casupola non molto distante dal castello del re.

Un giorno il figlio del re partì con alcuni compagni per una battuta di caccia. A un certo punto, si levò una fitta nebbia e quando questa si disperse il ragazzo era scomparso. I suoi compagni lo cercarono a lungo, ma invano.

Il re, disperato, emanò un editto che prometteva metà del suo regno a chiunque avesse riportato a casa suo figlio.

Signy sentì la notizia e decise di tentare la fortuna. Dopo aver camminato a lungo, giunse a una grotta nella foresta. Dentro, vi era un letto decorato in argento e uno decorato in oro. Su quest’ultimo vi era un ragazzo addormentato. Signy riconobbe il figlio del re, che più volte aveva visto passare a cavallo.

Provò a svegliarlo, ma senza riuscirci. Dopo un po’, sentì un rumore di passi che si avvicinavano. Trovò allora un punto dove nascondersi e rimase a osservare.

Nella grotta entrarono due orchesse. La più giovane svegliò il principe con una formula magica e gli chiese se volesse cenare con loro. Il principe rifiutò. L’orchessa gli chiese se volesse sposarla e di nuovo lui disse di no. L’orchessa recitò una seconda formula magica e il principe tornò a dormire.

Il mattino dopo, le orchesse lasciarono la caverna. Signy uscì dal suo nascondiglio e con la formula che aveva sentito la sera prima svegliò il principe. Gli spiegò che suo padre lo stava facendo cercare in ogni dove e gli consigliò di provare a scoprire qualcosa di più sulle orchesse.

I due passarono la giornata a parlare e giocare a scacchi. La sera, Signy fece riaddormentare il principe e tornò a nascondersi.

Quando arrivarono le orchesse, non immaginarono nemmeno che quella giornata fosse stata diversa dall’ordinario. La più giovane svegliò il principe e gli chiese se volesse cenare con loro. Il principe accettò.

Durante la cena, chiese alle orchesse come riempissero le loro giornate. Tra le altre cose, l’orchessa giovane rivelò che possedevano un uovo dentro cui era custodita la loro essenza vitale e che a volte giocavano a passarselo come se fosse una palla.

Finita la cena, l’orchessa chiese al principe se volesse sposarla. Lui rispose di no, lei lo fece riaddormentare con la solita formula magica.

Il giorno dopo, Signy e il principe seguirono di nascosto le orchesse. A un certo punto, le videro fermarsi sotto un albero a riposare e iniziare a giocare con un grosso uovo.

Il principe si costruì una lancia di fortuna con un ramo, la scagliò contro l’uovo e lo ruppe. Le orchesse morirono sul colpo.

Signy riaccompagnò il principe a casa. Il re fu immensamente felice di riabbracciarlo e gli chiese di raccontare cosa gli era successo. Il principe raccontò e, quando ebbe finito la sua storia, chiese al padre il permesso di sposare Signy. Il re acconsentì e i due vissero a lungo felici e contenti.

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