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Argilla nera e ocra rossa

Kudnu e Wulkinara erano i cacciatori più abili e coraggiosi della tribù; cacciavano sempre insieme e si diceva potessero comunicare tra loro con il solo pensiero, senza bisogno di parole.

Un giorno, giunse la notizia che si stava avvicinando al loro territorio una vecchia assetata di sangue umano, con artigli simili a quelli degli uccelli e denti aguzzi che potevano squartare la gola di un uomo. Era inoltre accompagnata da due terribili cani, uno nero e uno rosso.

Tutta la tribù si preparò a fuggire, terrorizzata. Kudnu e Wulkinara si arrabbiarono nel vedere quanto i loro compagni fossero codardi e dissero che loro sarebbero rimasti a combattere.

Kudnu salì a nascondersi su un albero e Wulkinara si acquattò tra i cespugli lì vicino. Quando i cani arrivarono, Kudnu attirò la loro attenzione con un urlo. Mentre i cani erano distratti dal tentativo di salire sull’albero, Wulkinara lanciò il suo boomerang, che colpì e uccise il cane rosso. Quello nero gli fu subito addosso; Wulkinara non riuscì a lanciare di nuovo il boomerang, ma lo infilzò con tutte le sue forze direttamente nel corpo dell’animale. Anche il cane nero cadde così al suolo privo di vita.

Intanto, anche la vecchia li aveva raggiunti. Wulkinara se la vide davanti, con gli occhi iniettati di sangue, a un passo dal balzargli alla gola.

Kudnu però intanto era sceso dall’albero e al momento giusto infilzò la vecchia con la sua lancia.

La tribù poté così rimanere nei suoi territori e continuare a vivere serena. Il corpo della vecchia fu bruciato, quelli dei due cani seppelliti. Nei punti dove furono sepolti, comparvero due grossi giacimenti, uno di ocra rossa e uno di argilla nera, che ancora oggi sono usati dai guerrieri per pitturare i loro corpi.

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