caccia infernale

Il corteo infernale di Hellequin

Nell’Historia Ecclesiastica di Oderico Vitale si narra di un giovane prete normanno, Walchelin, che la sera del primo gennaio 1091, tornando a casa dopo aver assistito un ammalato, si imbatté in un corteo infernale.

Il giovane sentì quello che poteva sembrare il rumore di una grande armata di passaggio. Uscì dalla strada, si nascose dietro un albero e rimase a guardare. I primi che passarono furono un gruppo di uomini comuni, con in spalla grossi pesi, che piangevano e si lamentavano per le loro sofferenze; tra questi, Walchelin riconobbe alcuni uomini del suo villaggio morti nei mesi precedenti.

Capì allora che quello che aveva davanti era il corteo del demone Hellequin; più volte gli era capitato di sentirne parlare, ma aveva sempre pensato si trattasse di superstizioni popolari senza alcun fondamento.

Dopo il primo gruppo di dannati, ne passarono molti altri; Walchelin vide un uomo, che un anno addietro era stato condannato a morte per aver ucciso un prete, con un demone avvinghiato alla schiena che gli straziava le carni con artigli appuntiti.

Vide poi un gruppo di nobildonne, su cavalli con selle da cui spuntavano chiodi appuntiti; il vento notturno le sollevava e faceva ricadere di continuo, causando loro immenso tormento.

A un certo punto, pensò che, affinché la gente credesse al suo racconto, doveva procurarsi una prova tangibile di quanto stava vedendo. Notò un cavallo nero senza cavaliere e si avvicinò con l’intenzione di saltargli in sella e scappare. Quando stava per montare, si accorse però che il piede che aveva messo nell’arcione bruciava come se avesse toccato le fiamme dell’inferno, mentre la mano con cui aveva afferrato la sella percepì un freddo intenso, come se stesse toccando ghiaccio.

Un cavaliere lo fermò, dicendogli di stare lontano da quel corteo infernale e non toccare nulla: era suo fratello Robert, di cui Walchelin non aveva più notizie da quando, anni prima, era partito per l’Inghilterra.

Robert spiegò che le armi che portava erano pesanti e incandescenti, e che così lui stava espiando i suoi peccati. Da qualche settimana gli era stato concesso di portare solo la spada e non più anche lo scudo; la sua speranza era, entro la fine dell’anno, di finire la sua penitenza in maniera definitiva.

I due fratelli si salutarono; Robert raccomandò Walchelin di stare attento a vivere una vita giusta, per non dover soffrire anche lui dopo la morte.

Walchelin tornò a casa; per una settimana dopo l’accaduto, stette a letto con la febbre alta, poi si riprese, raccontò al vescovo l’accaduto e da allora condusse sempre una vita pia.

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