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Il venditore di pulque inganna il diavolo

Viveva un tempo, vicino alla città di Guadalajara, un venditore di pulque. Da sempre, l’uomo aveva un sogno: costruire un ponte sul fiume che passava accanto al villaggio, in modo da risparmiare molti chilometri di strada ai viaggiatori che volevano attraversarlo. Aveva disegnato un bellissimo progetto ma, per quanti soldi si sforzasse di mettere via con il suo lavoro, non riusciva ad averne abbastanza per costruire il ponte.

Una sera, dopo una giornata di duro lavoro, sedeva sulla riva del fiume. Gli si fece incontro uno sconosciuto, un uomo alto vestito con un lungo mantello nero.

“Cosa mi darai” chiese lo sconosciuto “Se costruisco il ponte sul fiume che da tanto tempo desideri?”

Il venditore di pulque gli disse la cifra che aveva da parte. Lo sconosciuto, che era in verità un diavolo, gli chiese se fosse disposto a seguirlo all’Inferno, in caso lui fosse riuscito a costruire il ponte prima dell’alba.

“Questo” disse il venditore “Non voglio prometterlo”

Il diavolo fece allora un’ultima controproposta: il venditore avrebbe dovuto seguirlo solo se il ponte fosse stato completato prima che un qualsiasi gallo cantasse. L’uomo, pensando che non è cosa insolita che un gallo canti anche nelle ore prima dell’alba, accettò e, poiché era molto stanco, schiacciò un pisolino.

Il diavolo cominciò a lavorare a un ritmo forsennato; quando il venditore si svegliò, mancava ormai poco all’alba, nessun gallo aveva cantato e al ponte mancava solo un’ultima torre, che il diavolo stava costruendo a una velocità impressionante. Mentre il pover’uomo pensava disperatamente a un modo per salvarsi, il diavolo cominciò a ridere.

“Mi mancano ormai solo pochi mattoni” disse. “Poi dovrai seguirmi all’Inferno”

“Hai ragione” disse l’uomo. “Di certo, dovrò venire con te. Lascia che ti offri un bicchiere del mio pulque per celebrare la tua vittoria.”

Il diavolo, a cui era venuta una gran sete a furia di lavorare a quella velocità per tutta la notte, accettò. Il venditore disse che aveva due tipi di pulque, uno chiamato el que se queda (quello che rimane) e un altro el que se va (quello che se ne va).

“Prenderò il primo” disse il diavolo “Perché il mio ponte rimarrà qui per sempre. Mentre tu puoi prendere l’altro, dal momento che presto te ne andrai da questo mondo”

Il venditore versò due bicchieri. Il diavolo era così assetato che finì il suo in un unico sorso; il venditore di pulque gliene versò un secondo.

Ma c’era un motivo se il pulque era soprannominato el que se queda. La bevanda era talmente forte che persino un diavolo, dopo un secondo bicchiere, non poteva fare a meno di crollare a terra privo di sensi.

E mentre il diavolo era a terra, il sole sorse e un gallo cantò. Il venditore fu così libero, il ponte costruito tranne che per un mattone.

Ancora oggi, capita che qualcuno provi a completare l’opera, ma ogni volta la mattina dopo l’ultimo mattone è sparito.

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