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La gigantessa di pietra

Un giorno, una gigantessa di pietra bussò alla porta di una famiglia che viveva in una casa nel bosco.

Vi trovò dentro un uomo, una donna e una bambina; chiese di potersi rifugiare in casa loro, poiché stava fuggendo dal marito che la voleva uccidere.

La prima sera, mentre erano tutti intorno al fuoco, si mise a cantare una canzoncina alla bambina in cui diceva che l’avrebbe mangiata volentieri. Il padre si terrorizzò e la implorò di non farlo. La gigantessa si scusò e quella fu l’unica incomprensione che mai nacque tra lei e la famiglia.

Per molti giorni, la gigantessa rimase lì. Ogni giorno andava a caccia, e la sera portava selvaggina per tutti. Inoltre, se c’era bisogno di aiuto per qualche lavoro pesante, lei era sempre disponibile.

Un giorno, disse alla famiglia che sentiva che suo marito aveva scoperto dov’era e che presto sarebbe arrivato lì. Chiese all’uomo di preparare sei bastoni di legno di tiglio. Lei e suo marito avrebbero di sicuro lottato; quando l’avesse vista immobilizzata a terra, l’uomo doveva lanciarsi contro il gigante e trafiggerlo alla schiena con i sei pali.

Così accadde. La lotta tra il gigante e la gigantessa fu tremenda. Ma quando infine il gigante aveva immobilizzato a terra la gigantessa e stava per ucciderla, l’uomo lo trafisse con i pali di legno.

Il gigante morì. Dopo quel giorno, la gigantessa decise di tornare nel villaggio dei suoi genitori.

Lasciò però in dono alla famiglia un potente amuleto: era una pezza di pelle, su cui erano attaccati peli di ogni animale. Se si voleva cacciare una bestia, bastava soffiare sul rispettivo pelo e si avrebbe avuto grande fortuna.

L’uomo divenne così un cacciatore famoso e ammirato da tutti.

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