scandinavia

La veglia al fratello adottivo

[NOTA: La storia riportata è presa da un estratto del libro V del “Gesta Danorum” di Saxo Grammaticus, scritto all’incirca negli anni 1185-1208. Un episodio molto simile è riportato anche nell’islandese “Saga di Egil e Asmund”. La versione presentata su thestorytimes.com mescola in parte elementi delle due versioni.]

Quandi Asvith, amico fraterno del principe Asmund di Danimarca, morì di malattia, fu sepolto in una caverna con il suo cavallo e il suo cane. Asmund, in onore al giuramento che si erano fatti quando si erano conosciuti, si fece rinchiudere nella caverna con lui, facendosi lasciare solo alcune scorte di cibo.

Qualche giorno dopo Erik, capo delle armate svedesi, si ritrovò a passare con i suoi uomini vicino al luogo di sepoltura di Asvith. Pensando di trovarvi dei tesori, forzò l’entrata della caverna, scoprendo così un tunnel che scendeva in profondità.

Un ragazzo fu calato giù dentro un cesto. Dopo un po’, fece segno ai suoi compagni di tirarlo su, ma invece che il tesoro sperato portava con sé Asmund. L’aspetto del principe era talmente terrificante da spingere gli uomini a fuggire. Il suo volto era infatti di un pallore mortale, il corpo ricoperto da ferite e sangue.

Asmund richiamò gli uomini, spiegando che era un uomo vivente e non uno spettro. Erik gli chiese allora cosa fosse stato a ridurlo in quella condizione.

Asmund raccontò quanto fosse stato terribile per lui rimanere per tutti quei giorni nell’oscurità e nella solitudine della caverna. Asvith, risvegliandosi dalla morte, lo aveva attaccato animato dal furore dell’Inferno, ferendolo con unghie e denti che sembravano appartenere a una bestia feroce. Alla fine, però Asmund era riuscito a difendersi, mozzando con la sua spada la testa di Asvith e piantandogli un palo nel corpo.  

 

Articolo creato 91

Articoli correlati

Inizia a scrivere il termine ricerca qua sopra e premi invio per iniziare la ricerca. Premi ESC per annullare.

Torna in alto