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Woo, il figlio del monte Gambier

Da giovane, la dea del monte Gambier, nel sud dell’Australia, partorì un figlio di nome Woo.

Benché lei fosse una gigantessa, il figlio era un nanerottolo, con un’unica gamba e un unico braccio che gli spuntava dal centro del petto.

Nonostante la deformità fisica, era incredibilmente agile e veloce. Era amico di insetti e rettili, ma cacciava gli esseri umani per mangiarli vivi.

L’unico modo per sfuggirgli era fingersi morti, stendersi su un formicaio e lasciare gli insetti camminare sul proprio volto; o, ancora meglio, mettersi alcuni vermi tra i capelli, in modo da sembrare un cadavere già in decomposizione. Agli uomini che fingevano in quel modo Woo passava accanto senza degnarli di una seconda occhiata.

Invecchiando, Woo cominciò a soffrire per la sua solitudine; gli animali che credeva suoi amici cercavano in verità protezione senza ricambiare in alcun modo e nessun umano voleva avere a che fare con lui.

Dopo un lungo vagare, tornò alle pendici del monte Gambier, da cui era nato. Levò lo sguardo verso la madre, cercando un segno di affetto. Ma la gigantessa aveva sentito troppe cose sulle nefandezze del figlio.

Il suo volto rimase freddo e impassibile. Woo lanciò un urlo di disperazione, poi si rannicchiò a terra e morì di crepacuore.

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